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L’atrio

La nostra chiesa ha un atrio, a cui si accede da tre porte, che prepara e dispone l’animo all’incontro col Signore staccando, almeno per un breve lasso di tempo, il luogo dell’adunanza del Popolo di Dio dalla strada.
Non sono molte le chiese che hanno un atrio come la nostra.
Dove non c’è, si rìmedia con la cosiddetta bussola o piccolo atrio in legno che isola, in un certo senso, la chiesa dalle porte d’entrata.
Nelle antiche basiliche vi era il nartece, un vestibolo nel quale restavano i catecumeni e i penitenti, gli uni perché non ancora battezzati, gli altri esclusi per gravi colpe commesse. A fianco delle due porte laterali vi sono le vaschette dell’acqua benedetta. Intingere la punta delle dita e segnarsi è un richiamo al battesimo per il quale il cristiano è nato, attraverso la purificazione dal peccato, alla nuova vita.
Di battesimi e di purificazioni ci parla il battistero posto sulla sinistra di chi entra: ha tutta la struttura classica degli antichi battisteri che, ricchi e meravigliosi, sorgevano fuori della chiesa, per indicare che l’uomo può accedere alla comunione con Dio e con i credenti (significata dalla chiesa) solo dopo il Battesimo. Chi non ricorda i Battisteri di Firenze, di Parma, di Pisa?