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MOSTRA FOTOGRAFICA

Vita della Comunità della “Creta” dalle origini ai giorni nostri.

MAGGIO 1946 ALLE ORIGINI DELLA COMUNITÀ'

IL VILLAGGIO SVIZZERO

La Domenica 12 maggio 1946 il Corriere Milanese pubblicava un articolo intitolato:

IL NUOVO VILLAGGIO CREATO DAL "DONO SVIZZERO"
120 FAMIGLIE ALLOGGIATE IN 40 CASETTE DI LEGNO.
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Alla fine della guerra attorno all'Ospedale Militare c'erano prati, fossi e cave per la sabbia; e tante zanzare. Il villaggio è il frutto di una iniziativa di solidarietà della Charitas, con sede a Lugano, verso la città di Milano.
Tra gli abitanti esisteva la vera solidarietà, erano uniti come una famiglia; i negozi erano lontani ed era allora naturale prestarsi quanto necessario al momento.
Si può ben dire che da questa convivenza sia nata a poco a poco una vera comunità, la prima cellula della Comunità della Creta.
Cominciavano a spuntare le prime case, via Inganni n.52 e n.64, via degli Astri n.22 e n.26 e la casa d’angolo via Saint Bon. I mezzi pubblici più vicini erano il tram 34 in via Forze Armate è il tram 8 che terminava in piazza Tirana.

IL PIANO "MONTINI" PER LE NUOVE CHIESE

LA  DONAZIONE CABASSI

La città di Milano diventava sempre più grande e sorgevano in periferia numerosi quartieri privi della chiesa. Il vescovo di Milano card. Montini si fece carico di questo problema pastorale e promosse un piano per realizzare le nuove chiese.
La famiglia Cabassi era allora proprietaria di molti terreni a ovest della via Inganni. Consigliata dal padre Zucca, frate minore francescano, la signora Luisa Farina vedova Cabassi acconsentì a far costruire a sue spese una nuova chiesa con annesso convento per i frati, ponendo alcune condizioni : l'affidamento ai frati minori francescani della futura parrocchia e la costruzione di una cappella mortuaria a lato della chiesa per la famiglia Cabassi.
Il progetto della Chiesa fu affidato all’Architetto Muzio di fama internazionale. E la chiesa si trovò così al centro del quartiere: il Comune tracciò le vie circostanti e con apposita delibera le intitolò  al  nome   degli uccellini cari a San Francesco.
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NASCE LA PARROCCHIA DELLA “CRETA”.
padre Benedetto parroco 1959/67

Con la Benedizione solenne impartita dal Card. Montini in data 19 ottobre 1958 si svolge il rito di inaugurazione della nuova chiesa di San Giovanni Battista.
I primi francescani chiamati dal Provinciale alla cura dei fedeli sono : fra Alfredo, fra Michelangelo, fra  Genesio, fra Ercolano, fra Martino.
Padre  Benedetto  Ghidotti viene nominato parroco e fa il suo ingresso nel mese di giugno 1959.
Nei nove anni di presenza p.Benedetto si dedica con passione a intessere rapporti di amicizia con i parrocchiani, riuscendo con la sua grande carica di umanità a unire tra di loro le molte famiglie che arrivano da ogni parte di Milano. Si viene così a creare una vera comunità e si gettano basi solide per il futuro.
E’ presente in parrocchia un folto numero di laici animati dalla Azione Cattolica e da subito nascono iniziative nel campo sociale: il Patronato ACLI e la Conferenza di San Vincenzo.
Le suore francescane, che gestivano l’asilo nella chiesetta del villaggio svizzero, si trasferiscono nei locali del seminterrato del convento: è il tempo di suor Luciana e suor Clelia.

ARALDO  DEL  VANGELO
padre Marcellino parroco 1967/91

Padre Marcellino Ripamonti arriva alla Creta con la fama di predicatore e come uomo di azione e di forte carattere, e si fa subito conoscere nelle omelie della S.Messa.
Ogni circostanza ogni occasione è buona per annunciare il Vangelo : nei diversi pellegrinaggi, nelle visite guidate ai santuari e ai conventi francescani; nelle lezioni bibliche, nei caseggiati riunendo insieme diverse famiglie.mostra3.jpg
Fonda la VOCE come strumento per arrivare a tutti i parrocchiani.
Sono gli anni del dopo-Concilio nei quali si cerca di dare attuazione alle forti innovazioni proposte: nel campo della liturgia innanzitutto con le modifiche dell'altare; poi sulla responsabilità dei laici nella Chiesa.
Camminando in questa direzione il parroco promuove il 1° Consiglio Pastorale, affida ai laici la preparazione dei fidanzati, forma il gruppo che si occupa dei Battesimi, apre la nuova sala della Comunità alle attività del Centro Culturale. Per tutte queste attività occorrono sempre nuove forze e qui va riconosciuta la sua grande capacità di chiamare e motivare i laici alla partecipazione. A partire dagli anni '80 la parrocchia si apre verso il quartiere con la settimana di festa I GIORNI DELLA CRETA che sono insieme gioco, cultura e accoglienza.
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EDUCAZIONE  E  ANIMAZIONE

Principale collaboratore del parroco è stato padre Emilio Ceriotti, assistente dell'oratorio, il quale si era circondato di un gruppo di giovani molto preparati e impegnati. Educare attraverso il gioco è stata la grande scommessa di quegli anni, e il "GRANDE GIOCO" rappresentava la sintesi operativa : costruire costumi e maschere,spade e cannoni, velature e razzi interplanetari, usando rottami e materiale di scarto, riciclando ogni cosa secondo il metodo robinsoniano. mostra_7.jpg
Lavorare giorno per giorno con i ragazzi fino al Carnevale, oppure per la festa di apertura ai primi di ottobre. Arrivando anche a partecipare alle sfilate cittadine in piazza del Duomo.
Nel campo pastorale, per la preparazione dei bambini alla Prima Comunione e alla Cresima, padre Emilio si avvaleva di un nutrito gruppo di catechiste : madri di famiglia che si impegnavano nelle varie classi e si preparavano al compito loro affidato con corsi di formazione religiosa. Infine l'attività oratoriana prevedeva durante l'anno campi estivi al mare o ai monti, gite con la S. Messa  al campo e ritiri spirituali.

LA  MISSIONE  POPOLARE
padre GianCarlo parroco 1991/2003

Al termine di un lungo periodo di presenza di p.Marcellino, il nuovo parroco inizia il suo ministero nel segno della continuità caratterizzandolo in Cristo nella Parola e nell’ascolto.
Emergono tuttavia avvenimenti di grande rilievo: nel 1996 si svolge la Missione popolare con la presenza dei padri Oblati di Rho. E’ la proposta forte per tutta la comunità di ravvivare la propria fede. Nascono i Gruppi di Ascolto che portano il Vangelo nelle case.
Contemporaneamente inizia anche un Centro di ascolto Caritas per i più bisognosi.mostra4.jpg
Dopo aver ottenuto l'accesso ai finanziamenti, si realizzano le opere di restauro della chiesa, compresa la pulizia dei mosaici e del Battistero; il convento viene dotato di un ascensore e del nuovo impianto di riscaldamento. In questi anni prende vita la Polisportiva con la partecipa¬zione di alcuni padri di famiglia, con l'intento di avvicinare allo sport i ragazzi del quartiere. E viene costruita una struttura coperta per le varie attività.
Un aspetto poco conosciuto di padre Giancarlo ci rivela la sua grande attenzione verso i giovani "lontani" : sono quelli che occupano il sagrato senza mai varcare la soglia della chiesa. Con paziente accostamento si propone a loro come un compagno di strada, creando un clima di tolleranza e di amicizia. Qualcuno di loro intrattiene ancora oggi rapporti con lui nel ricordo di un frate minore vicino e disponibile all'ascolto.

UN DONO DELLA PROVVIDENZA
Padre Andrea Pagliari parroco 2004/2006p-andrea.jpg

La sua presenza tra noi per soli due anni è stata come un soffio dello Spirito che passa e anima la comunità e getta una seme per il futuro. Così è stato per noi padre Andrea.
Ai mesi di presenza da parroco si sovrappongono nella memoria le immagini della sua attività di Assistente dell’Oratorio negli anni ’80.
Parlare di padre Andrea è facile ed è difficile nello stesso tempo perché era una persona molto umana e completa nella sua personalità di frate minore e di pastore.
Non gli mancava proprio nulla. Aveva un carattere allegro, socievole ed ottimista.
Era un sacerdote amico e fratello, che dava fiducia a chi l’avvicinava, facendolo sentire subito a proprio agio. Usava un linguaggio semplice e comprensibile pur esponendo verità evangeliche che amava arricchire con episodi umoristici e concreti.
Si immedesimava nei nostri problemi e ci suggeriva di risolverli con l’amore e la pazienza. Era sempre col volto contento e col suo sorriso conquistava il cuore di tutti. Tutto era possibile per lui e sdrammatizzava ogni cosa con parole semplici ma convincenti.
Questa sua grande disponibilità si rese manifesta con la sua attenzione agli ultimi.
E con due iniziative che riempiono di significato il suo essere pastore della comunità: una particolare visita nel giorno del compleanno agli anziani ultranovantenni, portando il suo dono; la formazione del gruppo “il 3° Giorno” per dare aiuto morale e conforto a chi ha perso prematuramente il consorte o un bimbo in tenera età.